Parigi e Marrakech: I due luoghi simbolo di Yves Saint Laurent

Parigi e Marrakech: i due luoghi simbolo di Yves Saint Laurent

 

Due città, due musei che ripercorrono le orme e i luoghi di una delle icone indiscusse della moda: Yves Saint Laurent. Uno sguardo sul mondo del couturier di lusso.

Un modo per onorare la memoria di uno dei simboli della moda internazionale, lo stilista francese, Yves Saint Laurent, che ha avuto una grande influenza nella moda contemporanea. É stato il primo ad apportare nel guardaroba femminile, i pantaloni e il creatore del miniabito Mondrian.

Il compagno di vita e  di lavoro di Saint Laurent,  Pierre Bergé ha voluto omaggiare lo stilista, erigendo due luoghi celebrativi della memoria della maison e del couturier in due luoghi pregnanti per la vita del suo compagno: Parigi e Marrakech. Purtroppo, anche Pierre Bergé è venuto a mancare lo scorso 8 settembre, i due protagonisti di questa meravigliosa avventura nel mondo della moda non potranno vedere il loro sogno materializzarsi, sosteneva Bergé che: «I ricordi vanno trasformati in progetto».

Il museo di Yves Saint Laurent: Ville Lumière a Parigi

I luoghi simbolo di Yves Saint Laurent: Parigi
I luoghi simbolo di Yves Saint Laurent: Parigi

La Fondazione ha realizzato questa ambizione attraverso due musei: il primo ad essere creato, il 1 ottobre 2017, è quello dello storico atelier di Yves Saint Laurent della Ville Lumière situata ad Avenue Marceau, a Parigi. 

L’estro e la creatività del couturier più elegante del mondo hanno preso vita proprio nello studio bianco di questo atelier, tra maestose sale in stile Napoleone III che inizialmente erano anche passerelle di moda per sfilate.

Il Palazzo dell’Avenue Marceau dal 1974 al 2002, anno in cui Saint Laurent ha venduto la sua maison a François Pinault, è stato il luogo che ha visto la nascita di abiti da sogno e idee che poi si sono trasformate in realtà, creando veri e propri dettami che sono diventati  le basi della moda contemporanea e cambiando anche la concezione della donna. Questo museo può vantare il primato di essere l’unico al mondo ad avere sede in una vera e propria maison de couture.

Visitando le sontuose stanze che espongono gli esclusivi abiti della maison su manichini, tra disegni, preziosi drappi di stoffe e schermi in cui vengono trasmessi costantemente video, un omaggio perenne allo stilista, alla sua memoria, voluto fortemente dal compagno di lavoro  e di vita Pierre Bergé che ha trascorso tutta la vita accanto allo stilista, nella costruzione della sua opera e l’intento è, dunque, quello di portarla avanti in maniera duratura, anche dopo. Il palazzo del museo ospita circa cinquemila abiti e trentamila accessori, tutti  firmati Yves Saint Laurent.

Appena entrati nel museo si può notare un ritratto del viso di Saint Laurent che è un’opera dell’artista Andy Warhol, esponente della pop art, che è l’ingresso nel dedalo di stanze e luoghi in cui si manifesta l’estro creativo dello stilista. Inizialmente Saint Laurent si occupa di linee maschili, esposte nel primo salone del museo, in cui si possono ammirare le sahariane, tute, trench e l’intramontabile smoking, il primo risalente al 1966, che ha conquistato le donne di Parigi con i suoi tagli androgini, ma allo stesso tempo così sensuali.

Il museo è un vero e proprio viaggio sensoriale e visivo attraverso l’Africa, la Spagna e l’Asia. I colori dominanti sono l’arancione  e i vestiti sono ornati dalle boungavillee che ricordano il giardino di Marrakech.

Non mancano anche viaggi nel tempo in epoche lontane, dal Medioevo, all’800 o negli anni ’30 e il modello 0001 della maison di Yves Laurent, di suggestione teatrale, si tratta di un vestito nero da sera, che si ispira ad un costume di scena di Zizi Jeanmaire. Un’altra influenza preponderante è quella dell’arte che riprendono le suggestioni di Picasso, Mondrian, Matisse e i famosissimi girasoli di Van Gogh su un corpetto, che è stato indossato per la prima volta dalla Venere nera della moda: Naomi Campbell.

Si può visitare anche la preziosa stanza dei bijoux, in cui si trova un’intera parete costellata di gioielli, custoditi dentro una teca, con una ricca collezione di esclusivi accessori, disegni e, attraverso i video, la narrazione della realizzazione di questi capolavori. Un altro cavallo di battaglia della maison è la collezione sposa, in particolare,  quella della primavera- estate 1988 con un miniabito bianco, decorato con le colombe di Braque.

Un altro spazio che si aggiunge a questa dimensione senza tempo è quello della mostra L’Asie rêvée d’Yves Saint Laurent, in cui verranno esposte le collezioni ispirate all’Asia.

Il museo di Yves Saint Laurent a Marrakech: “la seconda casa”

I luoghi simbolo di Yves Saint Laurent: Marrakech
I luoghi simbolo di Yves Saint Laurent: Marrakech

Il secondo museo, inaugurato il 19 ottobre, che celebra la vita del famoso couturier è quello di Marrakech, una delle città più iconiche e pregnanti, tanto da divenire la sua seconda dimora, acquistare una casa e tornarci periodicamente.

La costruzione di questo imponente museo (con una superficie di più di quattromila metri quadrati) è stata un’ulteriore consacrazione delle opere e creazioni di Yves Saint Laurent, rispecchiando lo spirito esotico del Marocco che è stato la fonte primaria di ispirazione per i lavori dello stilista, con un’ insolita e incredibile influenza dell’arte di Mondrian. 

Il museo di Marrakech ospita oltre cinquemila abiti e quindicimila accessori, al suo interno si trova un ampio auditorium che può essere utilizzato anche come teatro, cinema, o stanza della musica.

All’interno di questo complesso museale si trova anche una ricca biblioteca, con una raccolta di libri, quasi introvabili sulla storia, l’arte e la misteriosa e affascinante letteratura marocchina. Si trova anche un bookshop, che è la fedele riproduzione della prima boutique di Yves Saint Laurent a Parigi, riprodotta senza tralasciare nemmeno il minimo dettaglio.

Questo museo rispecchia lo spirito più ribelle di Yves Saint Laurent, gli eccessi, i colori accesi che ben si amalgamano con il rigore delle forme del museo di linee quadrate che si intersecano a spazi circolari, una pacata armonia di pieni e vuoti, che ricorda le sculture cubiste.

Commenti

Fughe di Lusso